LE CERTIFICAZIONI NEL PERSONAL TRAINING.

POSSO FARE IL PERSONAL TRAINER

SENZA UNA CERTIFICAZIONE?

Scrivo questo prendendo spunto da una domanda che mi è stata fatta su Instagram, ovvero quali certificazioni servissero per fare

L’online coach o personal trainer.

Una credenza molto diffusa sebbene errata è che per praticare questa professione in Italia sia necessario un qualche tipo di certificazione,

se non addirittura la laurea; beh, non è così!

Per legge in Italia non esiste un albo nazionale ed unico dei personal trainer, quindi in realtà la certificazione non è una condizione

necessaria, solo una “garanzia” di competenza per il datore di lavoro e per il cliente, ma lo è veramente?

Su questo tornerò tra poco, il punto comunque è che le certificazioni NON sono necessarie per

legge, siete legali finché pagate le tasse, punto.


CERTIFICAZIONE = COMPETENZA?

Domanda frequentissima e risposta secca: “NO!”

Mi spiego:

Sicuramente è più probabile che qualcuno più certificato sia anche più preparato, ma non per questo tutti

quelli certificati sono competenti in assoluto.

Di fatto conosco un’infinità di ragazzi che fanno questo per hobby MOLTO più preparati in materia di

molti “professionisti” che magari fanno anche questo lavoro da anni.

L’allenamento in generale, in questo caso quello con i sovraccarichi, è così variegato e così specifico

che l’unica cosa che vi renderà competenti per davvero sarà tanta passione.

Passione che vi farà mettere in discussione le vostre conoscenze nella volontà di diventare sempre meglio come professionista,

che vi farà imparare l’inglese per poter capire articoli e video di oltreoceano, passione che vi farà

continuare a sperimentare nel tempo.

In sostanza è certo che studiare un mese per poi dare un esame e sbattersene per tutta la vita non renderà mai nessuno

un buon allenatore. E purtroppo è quello che fanno molti dei PT di sala che si trovano in giro.






E LA LAUREA?

Prima di tutto voglio chiarire una cosa per chi me lo chiede:

Io non sono laureato, sono ancora studente benché abbia iniziato l’università a 18 anni, questo perché ho “mollato” gli studi per

dedicarmi al lavoro, e non me ne sto pentendo più di tanto.

Vi sembra una cosa stupida?

Il discorso è sempre lo stesso: Una laurea non equivale a competenza, SPECIALMENTE quando si parla di pesi!

E qua inizia la mia invettiva a sfavore dell’università:

Questa è una cosa che ho sempre voluto dire: Scienze Motorie NON E’ Scienze del Powerlifting,

o Scienze del Bodybuilding, neanche Scienze del Fitness! Levatevelo dalla testa.

Ciò sembra non essere molto ovvio visto che molti (Esattamente come me) continuano

ad iscriversi a Scienze Motorie rimanendo delusissimi a fine percorso, senza le conoscenze che cercavano e

probabilmente senza un lavoro.

Esatto, mi dispiace dirlo ma a Scienze motorie si parla per il 90% del tempo di cose che non riguardano questo ambito specifico, e molto spesso quando

se ne parla le fonti sono datate e ormai superate, quindi lo studio di chi vuole fare questo lavoro deve COMUNQUE essere individuale e specifico oltre a quello che si studia in aula.

Sarebbe quasi stupido farla a questi punti per un futuro allenatore, MA….

Esatto, c’è un “ma”.

Una cosa che assolutamente non si può togliere all’università è il fatto che dia conoscenze MOLTO PIU’ APPROFONDITE

del 99% dei corsi su materie tanto fondamentali quanto snobbate (Perché non ci fai le views su YouTube) come ANATOMIA, FISIOLOGIA,

BIOMECCANICA, BASI DEL MOVIMENTO.

Ciò che praticamente dovrebbe essere la base e ciò che tante volte fa la differenza tra un allenatore mediocre e uno bravo.

Al giorno d’oggi ti insegnano l’arco nella panca ma non si ricordano dove si inserisce il gran pettorale,

stesso motivo per cui ti fanno fare la lat machine per “aprire le spalle” e così via!

Tornando a noi, l’università non è proprio il massimo se ci si vuole specializzare in questo ma fornisce comunque

buone conoscenze fondamentali, tuttavia insufficienti.





QUINDI LASCIO PERDERE?

Assolutamente NO, non sto dicendo che prendere certificazioni o la laurea sia inutile, anzi! Innanzitutto è studio, che male non fa, a patto

che nel primo caso l’ente che rilascia la certificazione sia serio, seconda cosa è un’ottima facciata da presentare al datore di lavoro e/o cliente, si parla di soldi sì, triste, ma il marketing è così.

Io stesso ho due certificazioni: Sono tecnico di primo livello per la FIPE e personal trainer certificato presso la NSCA (National Strength & Conditioning Association)

quest’ultima è una certificazione internazionale.

La prima invece, non me ne voglia la FIPE, è la perfetta rappresentazione in vita reale di quello che dicevo all’inizio:

Un corso di un mese che non ti dà le conoscenze necessarie per poter fare questo lavoro, eppure che ti presenta all’occhio inesperto come competente.

In ogni caso nessuna delle due mi è sembrata veramente completa, questo perché non impari abbastanza in un anno, figurati in uno o due mesi, è proprio IMPOSSIBILE.

Se devo sbilanciarmi però, direi che quella del Project è veramente l'unica che può preparare qualcuno in modo adeguato, ma appunto dubito che duri solo un paio di mesi.


Ad oggi, a parte concetti di anatomia, fisiologia e basi del movimento, tutto quello che uso nel mio Day to Day lavorativo è frutto di anni di studi indipendenti e specifici, quasi nulla viene da libri dell’uni o di un corso.




ALCUNE FONTI FANTASTICHE

Non posso scrivere un articolo distruttivo senza lasciarvi un qualcosa di positivo alla fine, quindi vi lascio una lista di quelli che, secondo me, sono

i migliori autori e/o divulgatori in ambito Powerlifting, Bodybuilding, Fitness e Performance:

-Eric Helms

-Mike Israetel

-Layne Norton

-Mike Zourdos

-Greg Nuckols

-Jeff Nippard

-Lyle McDonal

-Menno Henselmans

Se capite bene l’inglese qua potete trovare veramente una quantità infinita di ottime informazioni, che però dovete essere

in grado di interpretare, da qui le basi di cui si parlava prima! Spero vi siano utili!

Non voglio schifare gli italiani, ma quasi tutto quello che facciamo è riportare quello che scrivono questi signori qua sopra, me compreso.

CONCLUSIONE

Ci tengo a chiarire questo: L’articolo non voleva essere uno sputo o sulle certificazioni e tantomeno una mancanza di rispetto verso la carriera universitaria, voleva solo ricalcare il fatto che un foglio

di carta NON rende qualcuno competente, così come non averne non rende qualcun altro incompetente. Inoltre, penso possa essere utile a molti indecisi che vogliono perseguire questa professione

senza però avere ben chiaro quale sia la strada da prendere.

Se stai leggendo questo articolo e vuoi fare questo lavoro, ti invito a continuare a documentarti sempre e comunque,

non lasciare che un foglio di carta ti inorgoglisca, ma se puoi prendine comunque qualcuno ;).

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