VALUTARE IL CONTESTO DI VITA DEL SOGGETTO PER PIU' RISULTATI.


NON RISPONDO MAI ALLE DOMANDE

Faccio questo lavoro da 4 anni, e più vado avanti più mi rendo conto di quante poche siano le volte in cui do una risposta specifica a una domanda, rispetto agli innumerevoli: “DIPENDE!” che dispenso.

Le direttive specifiche sono solo per gli atleti che seguo personalmente, Perché?

Il motivo è molto semplice:

Per rispondere a un domanda non basta fare copia e incolla da google, sono proprio dell’idea che non si possa dare una risposta specifica senza conoscere l’intero contesto di vita di chi ti pone la domanda, quindi figuriamoci allenarlo!


Il CONTESTO quindi non è solo importante, è FONDAMENTALE, tanto quanto concetti come volume, frequenza, intensità, ecc. ecc.

Da qui nasce questo articolo, scritto più che altro per chi si approccia al mondo del personal training (Se non lo siete potrebbe risultare banale), in cui voglio sottolineare l’importanza del valutare sempre il contesto prima

di creare un piano e un percorso per un nuovo cliente. Anche se per farlo dobbiamo non seguire alla lettera quello che c’è scritto su un libro.




PRIMA DI TUTTO, COSA INTENDO QUANDO PARLO DI CONTESTO DI VITA?

Famiglia, figli, lavoro, vita sociale, altri hobby, ecc. ecc.

Insomma, tutto quello che c’è nella vita del soggetto al di fuori del mondo

dell’allenamento, che però ironicamente influisce MOLTO sull’allenamento stesso.


Da qui si capisce che personalizzare un percorso non vuol dire fare solo ciò che si considera teoricamente perfetto per un certo tipo di soggetto, tante volte si tratta proprio del contrario, si tratta di scendere a compromessi e trovare la zona grigia che sta tra la perfezione teorica e le possibilità/impegni di ognuno.


Questo lo si fa comunicando con i clienti, dedicandogli del tempo e trattandoli come persone e non come numeri.


Scrivo questo perché, mi dispiace dirlo, molti di noi alleneranno per tutta la vita solo soggetti normali, e per normali intendo non atleti di élite e forse neanche agonisti di alcun tipo.

Ciò sminuisce il nostro lavoro? Assolutamente no a mio avviso,

ma sicuramente ci obbliga a tenere a mente che chi abbiamo davanti probabilmente non ha così tanto tempo da dedicare ad allenamento

e alimentazione, o che comunque non ne fa la sua ragione di vita!


Per questi soggetti il “piano perfetto” non solo non funzionerà come desiderato, NON FUNZIONERA’ AFFATTO, e se non adattate il tutto al loro stile di vita vedrete

i vostri atleti mollare con tanto di amaro in bocca per la frustrazione.


Più avanti un esempio.



TEORIA VS CRUDA REALTA'


Mettiamo caso che Marco Rossi di 28 anni, muratore, vi chieda di aiutarlo in un percorso di guadagno di massa muscolare; ovviamente Marco lavora

moltissime ore al giorno e non ha molto tempo né energie per allenarsi e controllare l’alimentazione al dettaglio, e detto chiaramente magari non gliene frega pure nulla di salire su un palco, vuole solo guadagnare un po’

di muscolo in più.

Il trainer della domenica qua inizierebbe a preparare la scheda da 20000 ripetizioni settimanali, drop-set come piovessero e magari pure una bella dieta strict con riso, pollo, broccoli e bresaola 3-4 volte al giorno pesati con bilancino.

Perché: “E’ così che si cresce!”


Il che teoricamente avrebbe anche senso se Marco fosse un robot, peccato che non lo è!


La realtà qui supera il libro e Marco non solo non diventerà più grosso, si incazzerà pure, mollando tutto dopo un mese di torture non necessarie, pensando di non

essere abbastanza bravo per poter ottenere risultati, e probabilmente non metterà mai più piede in una palestra. Non ottimo per il settore in generale.


Il bravo allenatore, invece, si preoccupa di adattare il programma alla vita lavorativa del soggetto, anche se questo comporta l’allontanarsi leggermente

da ciò che è in teoria ideale: In questo caso probabilmente, senza scendere in dettagli tecnici, il programma dovrebbe essere “meno intenso” per far fronte al grande stress fisico a cui Marco è sottoposto ogni giorno al lavoro, permettendo un corretto recupero.

Inoltre il buon allenatore eviterebbe di assillare troppo il buon Marco con l’alimentazione, dicendogli semplicemente di prediligere alimenti sani, (Dandogli qualche info di nutrizione di base), di regolare le quantità in base all’andamento del peso corporeo e di non schifare una fetta di pizza o una coca-cola se capitano!

Marco ha bisogno di tutto meno che disturbi alimentari, e la vita vogliamo migliorargliela non rovinargliela!


Con questo stile di vita SOSTENIBILE (SOSTENIBILITA’: Questa parola stampatevela in testa) Marco inizierà ad ottenere risultati, anche se magari minori rispetto a quelli di altri, e, Guess What? Continuerà ad allenarsi e mangiare bene!

Magari si appassionerà talmente tanto da continuare ad allenarsi ancora dopo 10 anni, e io gente che si allena bene per 10 anni secca non ne ho mai vista!

In questo modo avrete innescato un meccanismo, non avrete solo fatto il compitino, e questo sì che è impagabile!


Se visto in questo modo, sacrificare l’”ottimale” (Che non sarebbe comunque una vera opzione) per avere in cambio una vita di allenamento costante risulta davvero una così pessima idea?



A voi la risposta. E di esempi potrei farne mille.


CONTESTO - SOSTENIBILITA' - COSTANZA

Tutto si riassume in queste tre parole! E tutto si riassume nel fatto che per avere risultati ci vuole tempo, molto tempo, e che quindi il vero e unico dogma per arrivare dove si vuole è uno: LA COSTANZA.






Se conoscerete il contesto di vita del vostro cliente e sarete bravi ad interpretarlo, potrete creare un piano sostenibile, di conseguenza ci saranno molte più probabilità che lui/lei

riesca ad essere costante, e ripeto, non si parla di qualche settimana, si parla di anni in alcuni casi.

Voglio portarvi un ultimo esempio, ovvero il mio:



Questa è la mia trasformazione nel corso di 7 anni di allenamento in palestra, a sinistra ho 16 anni, sono già alto 185cm e non arrivo alla settantina di kg.

A destra una foto scattata l’altro ieri nella mia garage gym, circa 80kg con un paio di cm in più d'altezza!

Non ho un fisico impressionante, specialmente per chi è del mestiere, ma sicuramente il miglioramento è stato netto rispetto all’esilità di qualche anno fa, specialmente considerando la mia genetica non ottima quando si tratta di guadagnare muscolo.

Come vedete può migliorare anche un caso quasi perso, ma sono migliorato solo perché mi sono divertito nel farlo, e tutt’ora l’allenamento è

il mio momento della giornata preferito!


CONCLUSIONE

Non sto assolutamente dicendo che la teoria non sia importante, anzi, trovo che aggiornarsi sia fondamentale, il problema è che la teoria su cui molti basano il loro

lavoro è vecchia, superata e semplicistica, nulla a che vedere con lo spulciare le fonti giuste che forniscono anche applicazioni pratiche agli ultimi studi usciti. Quella è vera informazione.


Quindi, se volete fare questo lavoro, attingete dalle giuste fonti e mi raccomando, ascoltate e capite chi avete davanti per potergli fornire realmente un servizio personalizzato che lo/la farà migliorare, divertire e, soprattutto, continuare!









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